Ahmadinejad: "Niente gay in Iran"
Presidente Iran in università Ny
Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è un "crudele dittatore". Lo ha detto il presidente della Columbia University Lee Bollingere che ha chiesto al presidente iraniano conto e ragione delle persecuzioni di donne, omosessuali, giornalisti come Akbar Ganjoi e altri intellettuali e del negazionismo dell'Olocausto. Nell'incontro all'università neworkese, Ahmadinejad ha anche affermato: "In Iran non ci sono omosessuali".
E nell'incontro all'università non sono mancate le solite uscite del presidente iraniano destinate a suscitare vibranti reazioni. Come quella sui gay. "In Iran non ci sono omosessuali come invece qui da voi'', ha detto Ahmadinejad, scatenando un boato di disapprovazione da parte del pubblico. Il presidente iraniano ha risposto ad una domanda sul trattamento discriminatorio nei confronti delle donne e dei gay in Iran, dicendo che le donne occupano alte cariche nella società del suo Paese e che gli omosessuali semplicemente non ci sono.
L'affermazione di Amhadinejad sulle discriminaizoni sessuali ha coperto gli altri temi dell'incontro tra il presidente e gli studenti delle Columbia. Ad aprire l'assemblea era stato il preside dell'ateneo che aveva bollato apertamente l'ospite come un "crudele dittatore". Ahmadinejad non ha perso la pazienza e il suo ghigno sornione è rimasto pressoché imperturbato, consapevole del fascino che comunque ha saputo esercitare su una parte dell'uditorio. Quasi contemporaneamente alla controversa riunione in università il presidente americano Bush non si è fatto scappare l'occasione per analizzare la visita di Ahmadinejad agli studenti: "Il fatto che sia ospite dell'università dimostra la grandezza della libertà che esiste in America", ha scandito il capo della Casa Bianca.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo380760.shtml

Magnetico un secondo passato con te
Magnetico a bocca aperta col naso all’insù
Magnetico
Magnetico i miei occhi si incollano ai tuoi
Magnetico le mie mani son già su di te
Magnetico
E come è facile sentirsi giovani e come è facile sentirsi buoni
e come è facile sentirsi vivere e come è facile lasciarti vincere
Esser magnetici due cuori identici su corpi unici io e te
Due poli opposti che non si respingono se si è magnetici
Magnetico quando fuori il sole non c’è
Magnetico resto a casa attratto da te
Magnetico
E come è facile sentirsi giovani e come è facile sentirsi buoni
e come è facile sentirsi vivere e come è facile lasciarti vincere
Esser magnetici due cuori identici su corpi unici io e te
Due poli opposti che non si respingono se si è magnetici

Tralasciando le chiare implicazioni psicologiche che sono insite in questa situazione, avete presente quando nel vostro cuore si insinua una personcina e improvvisamente vi accorgete come, calcolando almeno 4 Santi che vengono ricordati ogni giorno sul calendario moltiplicandoli per 365-6 (bisestile) abbiamo dai 1460 ai 1464 nomi propri di persona che sommati ai nomi che non ricordano Santi e Madonne fanno migliaia e migliaia di nomi. Eppure, che l'oggetto dei vostri desideri si chiami Cunegonda, Idelfonsa, Admeto, Alcesti, Cadmo, Astianatte, Imeldo, Ipoldo, Eliodoro, Asdrubale o Vercingetorige, improvvisamente, tutto il mondo intorno a voi è un continuo richiamo a lui/lei. Dai cugini di terzo grado dei vostri vicini di casa al compagno di studi della sorella della vostra migliore amica (tanto per nominare persone poco influenti nella nostra vita) si chiameranno tutti così. Non c'è storia.
Scelgo un nome a caso. Simone. E già qui, in base alla mia teoria, ci sarà qualcuno di voi che dirà: "Ecco. Con migliaia di nomi doveva scegliere "Simone"?".
Allora ecco cosa accade. Un bel giorno il vostro cuore comincia a palpitare per tal Simone. Fino ad allora NESSUNO si chiamava così. All'infuori del vostro amato bene. Ecco che inizia il vostro viaggio a Simonelandia.
Andate al supermercato, banco salumi. Fate la spesa, comprate il vostro bravo affettato e sorridete al commesso che vi porge il sacchetto. I più sfortunati noteranno una targhetta con scritto "Simone" sul camice....e abbozzate un sorriso di rassegnazione. Altri nel riporre il sacchetto nel carrello leggeranno lo scontrino chiudi busta quello dove c'è il riepilogo degli acquisti al banco salumi e vi dirà carinamente "Vi ha servito Simone".....al che sbattete la busta nel carrello e proseguite il giro. Molto probabilmente comincerete a notare tutta una serie di prodotti "Simone" e anche se li evitate come la peste qualcuno a casa vostra ne avrà comprato uno "così per provare, perché era in offerta"....
Serve cambiare supermercato? Forse sì. Non troverete nessun commesso Simone ma sicuramente la signora che vi passa accanto col carrello ha un bambino che frigna e la sentirete dire "Ma, insomma! Simone, basta!"
Estate. Andate ad una festa di piazza di quelle con il gruppo che anima i balli di gruppo cercando di non pensare al vostro Simone...quand'ecco che tra la folla si avvicina al palco e chiede, se possibile, fare "Il ballo di Simone" e così vostro malgrado vi ritrovate a "portare in alto le mani e poi farle girare".
Siete in strada e avvistate una delle amiche di vostra sorella, una di quelle che non vedete da un paio d'anni. Vi avvicinate a salutarla. Ha in braccio un delizioso frugoletto di pochi mesi. "Che grazioso!" esclamate. "Come si chiama?" ( e ditelo che ve le andate a cercare!!!) la risposta sarà tanto ovvia da essere pleonastica: "Simone".
Che ve lo dico a fare?

| Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno la perdono, e se la prendono con te; Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano, ma cogliere in modo costruttivo i loro dubbi; Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere; Se sai non ricambiare menzogna con menzogna, odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono, e a evitare di far discorsi troppo saggi; Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare; Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine; Se sai trattare nello stesso modo due impostori - Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi; Se sai resistere a udire la verità che hai detto dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi; Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati, le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante; Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio e te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta, e se perdi, sai ricominciare senza dire una parola di sconfitta; Se sai forzare cuore, nervi e tendini dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza, a tener duro, quando in te nient'altro esiste, tranne il comando della Volontà ; Se sai parlare alle folle senza sentirti re, o intrattenere i re parlando francamente, Se né amici né nemici riescono a ferirti, pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno; Se riesci ad occupare il tempo inesorabile dando valore a ogni istante della vita, Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro, e, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo! |
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1/2/2007: in questa data, TGCOM ha pubblicato questa recensione:
http://www.tgcom.mediaset.it/libri/articol...olo294534.shtml

Coma e amore, un romanzo sublime
Il cuore più forte di un mazzo di fiori
“E’ qualcosa di troppo grande, il coma: dico per chi lo assiste e lo contempla”. Lo ha scritto Cristiano Gatti nel suo secondo libro, “L’amore sublime”: se prendete l’incipit e vi sostituite la parola “coma” con amore avrete davanti a voi il cuore del romanzo (che trae origine da una vicenda realmente accaduta, ndr). Coma e amore, rima forzata e architrave della bellissima e drammatica storia di Pietro e Sara, una relazione nata nemmeno troppo per caso e sospesa nel vuoto dal preciso istante in cui un attacco d’asma colpisce lei una mattina come tante mentre attende l’autobus per l’università. In quell’attimo Sara, studentessa quasi trentenne e ormai prossima alla laurea, perde quasi la vita ma il romanzo prende forma. La forma è quella di una camera d’ospedale dove Pietro, assistente universitario di uno dei tanti baroni d’ateneo, trascorrerà quattordici giorni con il compito ben preciso di portare a compimento un miracolo: tenere Sara aggrappata alla vita terrena. E per farlo non ha che due mezzi: la musica di Chopin e il loro amore.
”Mi hanno detto di parlarti” ripete Pietro nelle prime ore della veglia. Parlare della loro vita e dei loro cinque anni di amore. Pietro e Sara si amano profondamente. Lo si evince dai racconti di come si sono conosciuti, di come hanno perso la testa sotto il sole calabrese di Capo Rizzuto e poi giorno dopo giorno nella grigia quotidianità. Pietro racconta un sentimento fatto di conquiste sullo sfondo di due esistenze completamente diverse ma confluite in un bilocale nella zona della stazione di Lambrate, a Milano. Il rapporto tra i due non lesina discussioni che rasentano la filosofia, citando – tra gli altri – Hugo, Kant e Tommaso Moro. Una laureanda con tutti trenta e lode e un assistente che ha bruciato le tappe: la loro è un’affinità elettiva tra menti capaci di dissertare su cosa sia la Bellezza e l’Intelligenza e subito dopo in merito a quali siano gli addobbi adeguati per il Natale.
In quattordici lunghissimi giorni Pietro parla di questo alla sua Sara, a quella stessa ragazza che un giorno, davanti a una piadina in riva al mare, gli sfornò quello che è passato “alla storia” dei due come l’editto di Gradara, vale a dire il suo concetto di amore. La stessa che gli disse una frase sciagurata come “Pietro, se dovessi star male, non insistere”. Quella sua “bella addormentata” incapace di resistere davanti alla pasticceria sotto casa. Eppure quell’amore è raccontato a senso unico da Pietro che si trova di fronte al limbo della vita vegetativa. Sara non risponde. Sara vive solo nei suoi ricordi. Per Pietro è la prova più grande, affrontata con lo slancio di quel “mi hanno detto di parlarti” interrotto da momenti di umana debolezza come ogni sera al rientro a casa con decine di messaggi in segreteria telefonica che gli chiedono conto della salute della sua donna.
Attorno alla storia d’amore di Pietro e Sara, ruota un piccolo mondo di personaggi minori come il dottor Barbieri, il medico che si prende cura della malata, conforta Pietro seppur avvisandolo che la direzione sanitaria prima o poi avrà bisogno di quel posto letto. Umano il profilo della madre di Sara, arrivata a Milano dalla natia Scanno solo per veder la figlia (il compito di parlarle “spetta” solo al suo uomo, ndr). Sulla stessa falsariga l’infermiera che cura la ragazza mentre non vengono risparmiate critiche al professore universitario sotto le cui grinfie lavora Pietro.
”L’amore sublime” avvolge il lettore, appassionandolo in un amore dalla a maiuscola. Consigliato a chi crede in un sentimento più forte di una cena a lume di candela.
Sauro Legramandi
Cristiano Gatti
”L’amore sublime”
Prima Pagina Edizioni
Euro 15
Pagine 160

E' possibile "innamorarsi" di una persona conosciuta in chat? Sentire il cuore accelerare i battiti quando si vede il suo nome comparire sul monitor, sentire il respiro che si ferma un attimo trovando una sua mail nella casella di posta elettronica, di contare i minuti che mancano alla prossima connessione....
Avete mai provato la sensazione che la vostra anima gemella viva in un altro punto del pianeta pur non avendola mai incontrata di persona?
Mettereste in discussione la quotidianità e la sicurezza della vostra vita per l'incerto di una persona conosciuta in chat?
E' più facile aprirsi, parlare di sé ed essere sinceri nascosti e protetti dall'anonimato di un incontro virtuale piuttosto che di un
incontro occhi negli occhi?
Ma si può conoscere realmente una persona da quello che scrive o è piuttosto l'immagine fantasiosa che ci formiamo, chat dopo chat, di quella persona?
A volte capita di ritrovarsi nelle parole di una persona che ha scritto una cosa sensata in una chat e, associata magari a due o tre tratti comuni che possono essere un hobby, una passione, lo stesso lavoro o corso di studi, pensiamo di sapere tutto di quella persona e questo fa scattare qualcosa in noi: amore platonico, follia o semplicemente uno dei mille volti dell'amore?
Esiste "l'uomo (o la donna) della nostra vita"? Intendo dire una persona che sia "ideale" per la vita?
Io credo piuttosto che non esista un' anima gemella, una persona ideale, l'uomo e la donna della nostra vita, credo che potenzialmente tutti possano esserlo e tutti possano non esserlo, dipende da noi, da quello che ci aspettiamo o non ci aspettiamo da un altro (certo, supportato da quella che può essere un' attrazione in senso lato non dal "basta che respiri"...). Infondo i parametri della "perfezione" li stabiliamo noi, no?
Tuttavia, credo che queste anime gemelle cambino in base alle fasi della nostra vita e che non esistano persone ideali per tutta la vita, ma persone perfette per quel momento (che può essere più o meno lungo, e che, potrebbe durare anche "per tutta la vita") della nostra esistenza.
Noi cambiamo, loro cambiano e a volte non ci si ritrova più...questo vuol dire che abbiamo fallito e abbiamo sbagliato anima gemella?
Non c'è niente di costante, tranne il cambiamento.
C'è sempre una componente irrazionale nell' "innamoramento", o se volete, una ragione dei sentimenti (ragione=raziocinio non ragione=causa) che sfugge all'intelletto ed è quella che ci fa ritrovare "persi" per persone diametralmente opposte a noi o impensabili dal punto di vista del buon senso.
Qual è la differenza, se c'è, dell' "innamorarsi" (parola grossa rapportata all'esempio che sto per fare) di quello/a che prende tutti i giorni la metropolitana (o il bus se preferite) nei nostri stessi orari...del cliente che si "innamora" del(la) commesso/a del negozio che frequenta abitualmente, e via discorrendo... e chi si "innamora" di un amico virtuale?
Spesso si dice (o si pensa) che in chat non si è se stessi al 100%.
Ma, mi chiedo, un'amicizia reale non esclude l'essere se stessi al 100%.
Quando mai lo siamo? E soprattutto "essere se stessi" è un concetto "vasto" perché ci ritroviamo a dire e a fare cose che non ci saremmo mai aspettati di dire e fare eppure siamo SEMPRE noi stessi...
Attenzione! Non sto inneggiando alla falsità! Sto solo dicendo che quotidianamente abbiamo modi differenti di rappportarci agli altri e agli eventi equesto non fa di noi persone false e infide, fa di noi persone "sociali" e sfaccettate.
E' pressochè normale "innamorarsi" di una persona "comevorremmochefosse"
piuttosto del "comeinrealtàè" superata la fase dell' innamoramento "a pera cotta" la si comincia ad amare davvero per quello che è con le sue luci e le sue ombre, oppure ci si "disinnamora"...
Ma il mio dubbio resta: ci si può innamorare di una persona virtuale?
Ultimi giorni di estate…Estate tempi di amori, flirt e (fugaci) passioni….purtroppo, però….beh, diciamocelo, capita, a volte, che tale interesse non sia ricambiato…così sere fa si parlava di Mr 4 di Picche, un tale che non pago di aver ricevuto un classico 2 di picche ci ha riprovato con la stessa ragazza raddoppiando il 2 e ottenendone un altro…. quindi un 4 di picche! (e si vocifera concorra per il 6 di picche…)
La Palma d’Oro dell’estate 2007 spetta, tuttavia, ad un sms
“ Non possiamo più vederci perché ormai non ti vedo più come un’amica ma come una bella donna”
Un grande!!!
La lei non ha capito di essere stata “smollata” e con occhi luccicanti quasi gli è grata per le belle parole….ma si stupisce del fatto che lui non si faccia più sentire….
Io mi inchino davanti a cotanta classe ed eleganza nel rivoltare la situazione a suo vantaggio….un grande davvero quest’uomo!!!!






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